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Bentornato sole!

“Ora che c’è il sole possiamo, sì, possiamo coltivare i fagioli!!”

Ammetto, frase assurda per una bimbetta di 4 anni se per mesi, durante l’inverno non le avete letto ogni tanto il libro “Teodoro coltiva i fagioli” ( Editoriale Scienza) , simpaticissimo libretto che racconta la storia del castoro Teodoro che scopre che piantando qualche fagiolo nella terra può spuntare una piantina…non solo ci si può addirittura ricavare una cena!

Non serve altro che qualche fagiolo, un paio di vasi, un po’ di terra, dell’ acqua e un briciolo di pazienza: osservare la natura, insieme ai bambini, anche partendo da un vaso sui nostri tristi balconi cittadini deve essere divertente e affascinante.

Io proverò.

Nasce una mamma…

La gravidanza sembra un periodo interminabile..appena scopri di essere incinta e corri avanti di nove mesi ti vedi in un’altra stagione, con altri vestiti…e ti sembra di aver davanti una distesa di giorni a perdita d’occhio…

Poi quando comincia a vedersi la pancia…pian pianino sembra che il tempo accelleri…e che non si fermi più, fino agli ultimi 20 giorni che gocciolano con una lentezza mortale.

Non per tutte è così, immagino che possa essere anche il contrario.

Ciò che di comune vedo è la preoccupazione di tante neo-pance di continuare a vivere correndo e fischiettando come se nulla fosse, facendo finta di niente, lavorando con gli stessi ritmi, celando i piccoli disturbi per sentirsi dire con orgoglio “…ma come ti trovo bene..non sembri nemmeno incinta!”

Non va bene, e lo dico prima di tutto a me stessa. La gravidanza non bisogna superarla bisogna viverla! La natura ha pensato ad un periodo di attesa tanto lungo  perchè le cellule si trasformino in bambino …ma anche perchè una donna si trasformi in mamma. Questa secondo trasformazione la diamo per scontata un giorno con l’altro, ma non è così.

Il nostro fisico fa, dentro di sè il posto perchè il bimbo cresca ma noi dobbiamo lasciare posto anche nel nostro essere perchè una mamma cresca…e sia pronta, dopo nove mesi, ad accogliere una nuova vita. Questo vuol dire per esempio diminuire gli impegni, rallentare, darsi il tempo per pensare e magari scrivere al nostro futuro bambino.

Anche per Winnicott “questo provvidenziale periodo di nove mesi in cui c’è tempo per un graduale cambiamento nella donna che passa da un tipo di egocentrismo ad un altro” ... la donna non deve fare grandi cose per prepararsi, basta che non opponga resistenza e accetti che anche il diventare mamma è un percorso e non è un salto.

…e lasciando fare alla natura non è mai un salto nel vuoto!

ABBIAMO IL VIDEO della FIERA!!!

….è il primo, è minuscolo…

ECCOLO:


Grazie a tutti!

in particolare agli 82 genitori che durante i tre giorni di fiera hanno utilizzato il “Servizio Mammarsupio” !

Siamo stati contenti di incontrare tanta gente allegra, disponibile ed entusiata.

Abbiamo proposto a tutti i genitori con bimbi da 0 a 2 anni di lasciare i loro ingombranti passeggini nell’area riservata e di provare la fascia lunga per tutto il tempo che ritenevano necessario…in tanti accettavano e rimanevano stupiti di quanto fosse comodo avere il bimbo “legato addosso” ..non ” penzolante, come nei classici marsupi…” . Alcuni poi si portavano dietro i passeggini perchè, come tutti sappiamo, in situazioni così i nostri mezzi a quattro ruote diventano dei mini-camper ma nessuno è tornato “sconfitto” con il bambino dentro e il marsupio vuoto.

Devo dirvi che la soddisfazione più grande è stata quella di far provare il Mammarsupio a chi aveva già un marsupio e sentirsi dire ma…ma ..è tutta un’altra cosa..è come passare dalla bicicletta alla moto!” …che nel contesto di fiera etico-bio-alternativa dove eravamo non era proprio un complimento ma rendeva bene l’idea. :)

Altro fatto simpatico è stato che erano più spesso i papà che si avviluppavano i pupi (magari leggermente spinti dalle mamme) e, forse perchè quotidianamente stanno meno tempo con loro, rimanevano entusiasti del contatto tenero creato da un neonatino di qualche settimana in posizione “bozzolo”

..e il contatto gioioso di un bimbo di un anno portato sul fianco che è contento perchè finalmente può vedere tutto (avete mai pensato di girare in una fiera seduti su un passeggino a 40 cm da terra?).

…e che dire degli affezionati che hanno provato il Mammarsupio sabato..e sono tornati per utilizzarlo anche domenica ?? Splendidi!

La più piccola a farsi un giretto è stata Sara, di 3 settimane, il più grande Marco di 2 anni e 3 mesi, sulla schiena del papà e i più coraggiosi una mamma e un papà che ne hanno presi due…per due bambini!

Appena le avremo mandate agli interessati e avremo l’autorizzazione pubblicheremo anche le altre foto.

Per ora Grazie a tutti!

Venite a trovarci…tanto pioverà! …sembra ottobre.

Per combattere la tristezza di questa primavera che non si decide ad lanciarsi come si deve … sabato o domenica dedicatevi una “passeggita” a “Fa La Cosa Giusta”: fiera del commercio equo e solidale, del bio, dell’auto-produzione, dei piccoli produttori, del vivere alternativo e bene. Sinceramente è l’unica fiera che ho visitato “a misura di bambino”, tranquilla, colorata, accogliente.

Quest’anno ci sarà una piazza dedicata ai più piccoli, con divertimenti, servizi e attività per la prima infanzia.

Mamamrsupio, come vi ho già detto ci sarà con un servizio per genitori con bimbi da 0 a 2 anni..

Venite a visitarla, ne vale la pena!

immagine-1.png E’ quello che pensano tutte le donne in gravidanza quando sentono parlare di depressione post parto. “Figurati, ce la faccio..ne ho superate tante!”

..e invece non è impossibile, è una questione di ormoni, di stress, di situazioni..non di forza di volontà.

Il vero problema è che se ne parla poco, sembra un argomento tabù, un po’ da persone “problematiche”. Nei corsi pre-parto se ne accenna appena e per la maggior parte delle donne il Baby-blues è solamente fatto dai magoni post-parto. Le ricerche dicono che c’è di peggio, che sembrano invece più diffusi i sintomi medio-gravi che spesso non vengono curati adeguatamente e non sempre sono pienamente superati.

“Ne sanno poco 9 donne su 10″ lo rivela un sondaggio della Sigo, la Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia e la poca informazione peggior cosa perchè le donne stesse non possono dar nome ai sintomi che provano anche a distanza di tempo e per questo non chiedono aiuto.

Domenica 3o Marzo, sul Corriere della Sera è anche apparso un articolo su un nuovo progetto del Centro Studi per la prevenzione e la cura dei disturbi depressivi della donna, dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. “La mamma abbraccia gli alberi” : ascoltare, tra gli alberi informazioni che possono essere utili a chi ha bisogno di recuperare forze ed energia in un periodo della vita come quello della maternità.

Passetti verso la conoscenza. Forse un primo passo per rompere quel tabù che fa sì che di depressioni non si parli e soprattutto non se ne parli in prima persona. “A me è successo…” invece, servirebbe molto sia alle future mamme, sia a mamme che stanno passando periodi difficili.

…e a voi, è successo?

Finisci la pappa!

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Parlando con le mamme mi rendo conto che per molti genitori il momento dei pasti è una lotta, un momento di agitazione e di ansia più che una gioia.

Spesso i bambini mangiano da soli, con qualcuno che li imbocca, li guarda e nel migliore dei casi li incita.

Proviamo a metterci nei loro panni.

Vi piacerebbe mangiare da soli, ma non da soli in santa pace ma con qualcuno che analizza ogni vostra mossa, vi incalza ad ogni pausa e cerca di infilarvi in bocca bocconi sempre più grossi di quelli che desiderate?

…e poi se qualcuno vi dicesse “Se finisci tutta la minestra hai un bel premio..” anche se la minestra vi sembra avere un buon sapore non vi verrebbe il dubbio che ci sia qualcosa di intrinsecamente schifoso se poi quando l’avete finita vi danno un premio? Perchè non vi promettono nulla quando vi danno il gelato ( …che magari a voi sembra fin troppo freddo per essere buono..)

…e perchè i grandi mangiano con calma, chiacchierando, servendosi le porzioni che vogliono e voi avete sempre davanti una tovaglietta minuscola e una tazzona pienissima imbrigliati in un bavaglino plasticoso freddo e duro?

Il libro “L’alimentazione naturale del bambino” di Tiziana Valpiana Edizioni Red, una casa editrice “intelligente”, dà spunti e consigli interessanti in questo senso.

11-12-13 Aprile saremo presenti a Milano alla fiera:

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…e non con uno stand ma con un SERVIZIO RIVOLTO A TUTTI I GENITORI!

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Lo so, FORSE è un po’ estremo…ma, vi confesso che ci credo veramente.

immagine-7.png Dire in poche righe il perchè è complesso…ma se in casa ci sono dei bambini i motivi aumentano in maniera spropositata e quindi mi voglio impegnare a condividere le mie riflessioni.

Prima dei tre anni no, mille volte no..come scrive il famoso Alessandro Volta. Non è anti educativo ma può essere nocivo a livello cognitivo ed emotivo.

Esistono programmi specifici studiati scientificamente addirittura per i lattanti, niente da dire sui loro contenuti ma tanto da dire sul fatto che i piccolissimi siano incoraggiati a stare davanti ad un video e a utilizzare delle competenze cognitive di concentrazione e attenzione visiva passiva che non hanno ancora avuto il tempo di formare. Nella prima fase della loro vita i cuccioli di uomo devono, più di ogni altra cos, poter creare legami stretti e fiduciosi con le persone che amano e decifrare il mondo esplorando con tutti i loro sensi. L’ultima cosa di cui hanno bisogno è stare davanti ad un video.

…e quando crescono? A mio avviso dovrebbero aver così tante cosa da fare, da seprimentare, da scoprire… da non poter trovare il minimo interesse ad un intrattenimento passivo come quello della TV. Per tutta la vita utilizzeranno, la vista, l’udito e la concentrazione specifica per qualsiasi attività. Almeno nei loro primi dieci anni lasciamoli utilizzare le mani, le gambe, i piedi, la lingua, le ginocchia il naso…la voce per scoprire il mondo e gli altri, gli amici! Amici con i quali progettare, costruire, colorare, litigare…far impazzire i genitori!

Sempre dal mitico Dott. Karp:

immagine-6.png “PERCHE’ I BAMBINI NASCONO CON IL RIFLESSO DEL PIANTO, MA NON CON UN RIFLESSO DEL RISO?”

Non sarebbe bello se i bambini nascessero ridendo? La Natura non poteva pensarci un po’ meglio? Sarebbe bello, però ci sono due ottimi motivi per cui un neonato può piangere a squarciagola, ma non si sa fare una risatina.

In primo luogo piangere è più facile che ridere; richiede una minore coordinazione perchè si tratta di un suono continuo, prodotto con ogni respirazione. Il riso, invece, è formato da una serie di suoni brevi e in rapida successione nello stesso respiro.

Il riso ha un’utilità sociale, che si manifesta quando il bambino è più grande, mentre il pianto è fondamentale per la sopravvivenza immediata del neonato fin dal primo giorno di vita.

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